Il Baratro

Il Baratro

L’accordo appena raggiunto in Rwanda è un passaggio importante per sperare di salvare in extremis il nostro pianeta ed è giusto che riceva il giusto risalto. Il mio gruppo di ricerca da anni lavora nel settore e sono molto orgoglioso che uno di noi sia stato presente in una delegazione di esperti durante questa storica occasione.

I fluidi refrigeranti non sono la causa principale per l’effetto serra, come invece lo sono per il danneggiamento dello strato di ozono stratosferico, ma comunque contribuiscono in maniera significativa al surriscaldamento globale.

L’accordo di Kigali sancisce la messa al bando progressiva degli HFC, gli idrofluorocarburi che solo qualche anno fa erano stati proposti come i migliori sostituti dei CFC, i clorofluoricarburi causa dell’ormai celebre buco dell’ozono. La loro diffusione in questi anni è stata capillare ed ognuno di noi ha acquistato un frigorifero o una macchina con aria condizionata contenente uno di questi gas, convinto in buona fede di aver portato a casa qualcosa di “environmental friendly”.

ghgs-dreamstimeIn realtà l’impatto ambientale in termini di effetto serra di questi gas è molto elevato (GWP di diverse migliaia in genere, tanto se confrontato a quello del gas serra per eccellenza, l’anidride carbonica, che è 1!), specialmente per il contributo non trascurabile di molti paesi emergenti.

Come già avvenuto per l’accordo di Parigi, anche in questo caso i potenti della terra hanno scelto di prendersela comoda ed hanno stabilito scadenze non troppo pressanti per il “phase out” di questi fluidi di lavoro. Speriamo che Madre Terra sappia avere pazienza ed aspettare ancora un po’.

L’accordo ha suscitato in giro per il mondo un notevole entusiasmo.

http://www.independent.co.uk/environment/hfcs-deal-rwanda-climate-global-warming-hfc-gases-kigali-john-kerry-air-con-a7362781.html

Io ho invece la sensazione che ci troviamo all’interno di un treno che corre all’impazzata verso il baratro nell’indifferenza generale. Qualcuno ogni tanto tenta di sensibilizzare i passeggeri o di avvisare controllori e conducenti, con scarsi risultati. Ogni tanto i conducenti decidono di rallentare la corsa del treno, ma non di arrestarla. E il baratro si avvicina.

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