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Autore: Giovanni Di Nicola

PREMIO LETTERARIO FORTUNA – concorso nazionale di letteratura in lingua italiana

PREMIO LETTERARIO FORTUNA – concorso nazionale di letteratura in lingua italiana

L’atmosfera è magica, incantata, come si dice in questi casi. Siamo nel punto più alto di Bari Vecchia, la terrazza di un antico fortino sul mare. La luna piena si leva in sincrono al tramonto del sole, un evento astronomico non frequente.

E’ la serata finale del Premio Letterario Fortuna, concorso nazionale di letteratura in lingua italiana. Un successo, oltre 150 partecipanti.

Dal buio un attore legge con voce da brividi un brano che riconosco subito:

La vita è una proprietà di atomi e molecole opportunamente disposti. Smolarek un po’ pontifica, e comunque la prende larga. Quello che colpisce maggiormente degli organismi viventi è che sono un gruppo unico di molecole complesse che, al contrario della tendenza naturale di tutti i sistemi inanimati a evolvere in stati di completo disordine, crea stati di maggior ordine assimilando materia inanimata. Smolarek continua a divagare. Dove vorrà arrivare? La vita crea ordine dal disordine. Gli organismi viventi ritardano il raggiungimento dell’equilibrio termodinamico, ovvero la morte, con un susseguirsi di eventi gestiti da regolarità e ordine che non hanno pari nella materia inanimata. “Non le sembra incredibile, signorina?” Effettivamente. L’organismo vivente acquisisce ordine dalla natura, ma è al contempo lo stato più alto di ordine in natura. Non acquisterà nulla, questo è abbastanza chiaro. La vita sembra confutare il secondo principio della termodinamica. Aiuto! Il secondo principio della termodinamica. Tutto questo non può che essere frutto di qualcosa di superiore. Ecco dove voleva arrivare. La scienza conosce la forza che trasforma gli atomi di carbonio da grezzo carbone a prezioso diamante, ma ignora la sottilissima forza che spinge un aggregato di molecole a passare da inanimato ad animato. E questa pulsione, trascendentale e meravigliosa, per quanto l’uomo si sforzerà di comprenderla, resterà sconosciuta. “Glielo posso garantire, signorina”. Trascendentale e meravigliosa, ripeto.

Quindi l’annuncio: Premio Letterario Fortuna, terzo posto, La Viaggiatrice Incantata.

Premio Fortuna, realizzo, non male per uno che proviene dalla Città della Fortuna! Terzo posto, va bene lo stesso. Infine la motivazione:

Orchestrazione originale e surreale fanno di questo “romanzo non romanzo” un ricettacolo pieno di spunti di riflessione.

Grazie!

Nessuna fantasia

Nessuna fantasia

Da piccolo, quando giocavo con le LEGO, si potevano combinare i mattoncini a piacere, l’unico limite erano il numero di mattoncini a disposizione, oltre alla fantasia.

Adesso con le LEGO puoi costruire solo quello che ti vendono da costruire, nient’altro. Sai già quello che costruirai, e se perdi un nano-pezzo sei finito. Nessuna sorpresa sin dall’apertura della scatola, nessuna fantasia. Anzi c’è, ma è brandizzata.

Inoltre ora esistono LEGO di genere: per maschi e per femmine.

La fantasia non conoscerebbe genere, ma per fortuna non serve più.

 

PREMIO LETTERARIO FORTUNA

PREMIO LETTERARIO FORTUNA

La Viaggiatrice Incantata – Materiali Dispersi si è aggiudicato il Terzo Posto al Concorso Letterario “Fortuna”, Concorso Nazionale di Letteratura in Lingua Italiana, Città di Bari per la sezione Narrativa Edita, edizione 2017.

 

La Viaggiatrice Incantata – Materiali Dispersi won the third prize at Concorso Letterario “Fortuna”, Città di Bari, edition 2017.

 

Corea o Australia?

Corea o Australia?

Una portaerei americana, con l’intenzione di spaventare un po’ il baldo dittatore nordcoreano, tentando di fare rotta verso la penisola coreana ha invece navigato per sbaglio (e per giorni) in direzione Australia. Al di là dell’episodio piuttosto divertente, l’avvenimento è un ottimo spunto per alcune riflessioni sui nostri tempi.

Tempi di ignoranza. La geografia, le carte nautiche, tutto ignorato. Poco importa se i protagonisti dell’avvenimento sono americani, notoriamente piuttosto ignoranti. Questo tipo di errore ormai potrebbero commetterlo in tanti. L’ignoranza è diffusa.

Tempi di tecnologia. C’è ormai confidenza totale nella tecnologia, noi impostiamo e lei ci porta. Forse sarebbe bastato alzare lo sguardo verso le stelle o buttare un occhio alla bussola per rendersi conto dell’errore.

Tempi di presunzione. L’errore si è ostinatamente ripetuto per giorni, molti giorni. Il Pacifico è grande, la supponenza di più.

Tempi di aggressione. Una volta si sbagliava continente per curiosità, sempre ostinatamente, ma magari per trovare una nuova strada per le Indie. Ora si sbaglia continente con arroganza, per spaventare, per impressionare, per minacciare.

Insomma, un errore di navigazione o un’allarmante metafora dei tempi che stiamo vivendo?

Ora basta, non sono mica Gramellini.